sabato 14 maggio 2016

UCRIA, CHIESA MATRICE ….. COSA NASCONDE - Pippo Lembo

UCRIA, CHIESA  MATRICE ….. COSA  NASCONDE
Pippo Lembo


     Qualche anno fa ho ricevuto dal mio caro amico Ernesto Lando un prezioso regalo, in un messaggio face book, una foto. Aperto il file ho avuto subito un senso di smarrimento misto a stupore, in un istante un tale accumulo di ricordi, di sentimenti, come postumi di una lontana ubriacatura. La foto e’ questa riportata sopra, in bianco e nero, come altrimenti, visto che risale circa al 1955, nella quale una umanita’ consapevole e no e’ ritratta. Sicuramente giorno di festa grande, una delle feste del Patrono di Ucria che richiamavano tutti i fedeli in chiesa, stipati in ogni  angolo  e persino sulla base degli  altari, a prendere posto uno accanto all’altro,  gioia e dovere di una giornata speciale. Grandi e piccini, civili e militari, donne e tanti uomini, giovani di tutte le eta’.
            Guardando   attentamente la foto riconosco e mi riconosco. Mio Padre Vincenzo che per mano tiene a se un bimbo, forse in quell’istante consapevole di essere ritratto.  Subito mi vengono in mente e riconosco altre persone, in ascolto Rosario Pittazzu e guarda verso l’obiettivo   un signore che abitava sotto la chiesa matrice. I carabinieri, tra cui il sig. Trovato, terrore di noi bambini, imponente nella sua uniforme.
            Grazie Ernesto, non finiro’ mai di esserti grato.
            L’altare come allora e’ quello di San Giuseppe, ricco di fiori e di tanta devozione; la lunga scala in legno, che imponente rimane sempre appoggiata nello stesso angolo chissa’ da quanti decenni, spostata solo per manutenzioni particolari. Sotto la scala la Vara dove si colloca il SS Cristo della Pieta’ per la processione. Questa foto, nella sua semplicita’ testimonia un’epoca e la partecipazione di una comunita’ alla fede cristiana.   Tutto e’ cambiato nel frattempo, anche grazie a questo modo post moderno di intendere tutto: le persone, lo stare insieme, il rispetto e per chi si dichiara cristiano il rapporto con la Chiesa. E’ immutata, anzi ha un valore sempre piu’ grande “la bellezza” che questa nostra Chiesa Matrice racchiude, con le opere uniche di grande valore artistico, ma soprattutto affettivo per noi Ucriesi.
            Ed ecco un’altra foto d’epoca, che grazie a facebook e’ comparsa e proposta alla nostra attenzione. La foto ritrae nella sua maestosita’ l’Altare Maggiore della nostra Matrice.  Non e’ solo il bianco e nero che data questa foto, penso anni ‘ 50 o ’60 del secolo scorso, bensi’ due particolari importantissimi oggi non visibili.   
            - La cancellata in ferro battuto alta circa 80 cm, collocata per tutta la lunghezza del transetto alla base dei quattro scalini dell’altare maggiore. Il passaggio era possibile da ante che si chiudevano su se stesse, come la foto ci fa vedere.
            Nei miei ricordi di ragazzo tutto questo era fantastico, poggiarsi al poggiamano che correva lungo tutta la lunghezza della balaustra ci permetteva di essere a contatto diretto con cio’ che succedeva dall’altra parte, cioe’ all’altare. Da ricordare che prima della riforma il celebrante dava le spalle ai fedeli e che la stessa cancellata fu abolita alla fine degli anni ’60.
            – L’abside che sopra il magnifico altare maggiore, come nella foto si puo’ intuire dai chiaro scuri, conteneva una tempera policroma che rappresentava un Dio barbuto con le braccia aperte nel segno di accoglienza. Attualmente guardando l’abside in quella zona dove e’ caduto un po’ di intonaco, si vede del colore azzurrino come parte di un cielo stellato.  Posso dire che da quando ho visto questa foto e scavando nei miei ricordi lontani ho potuto ricostruire quanto sopra ho detto e nel confronto con paesani e amici della mia generazione o piu’ grandi di arrivare alla stessa conclusione: c’era una figura di Dio che con la ristrutturazione degli anni sessanta o settanta del secolo scorso e’ stata coperta da un’affrettata tinteggiatura o addirittura, speriamo di no, distrutta. Dolore e amare considerazioni. Parlando con gli amici di quanto sopra ho sempre riscontrato una grande sensibilita’ verso questo fatto. Ritrovare una identita’, riportare alla vita cio’ che sembra perduto, dare compimento a cio’ che era e possibilmente ripristinare.
Seguendo il filo dei ricordi ho voluto approntare un disegno e con acquarelli ho dato colore alla rappresentazione che ogni volta questo pensiero inebria la mia mente e accende il mio cuore. L’abside, cosi come io vorrei rappresentarlo, se non fosse possibile ripristinare quello che sotto la tinteggiatura attuale nasconde.


Voglio presentarlo a Voi sperando di suscitare gli stessi sentimenti ed emozioni che io provo. Ritengo che la prima cosa da fare e’ creare un movimento per sensibilizzare la nostra comunita’ che risiede, i molti devoti Ucriesi sparsi per il mondo e necessariamente le competenze istituzionali.
Grazie a Maria Scalisi per l’invito rivoltomi a scrivere un articolo per la Cruna dell’Ago e per l’attenzione che voi Lettori avete voluto dedicare a questo argomento.
 Si accettano commenti.



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