martedì 15 marzo 2016

ERBE OFFICINALI SUI NEBRODI: LA FEDIA CORNUCOPIAE * Associazione Micologica Padre Bernardino *

ERBE OFFICINALI SUI NEBRODI: LA FEDIA CORNUCOPIAE       
* Associazione Micologica Padre Bernardino *
            Sui Nebrodi e anche nel territorio di Ucria ci sono tantissime erbe officinali, che spesso non sono presi in considerazione, uno dei motivi potrebbe essere la non conoscenza di queste erbe spontanee.
            Un territorio ricchissimo, non a caso in Italia c'e' il 50% della biodiversità che esiste in Europa, e in Sicilia c'e' il 25% di quella Italiana.
            Le erbe del mese.  In questo periodo le nostre campagne sono un tappeto di colore rosso porpora, sono i fiori della Fedia cornucopiae o gragiflora, comunemente chiamata anche lattughella.
            La Fedia cornucopiae appartiene alla famiglia delle Valerianaceae, il termine cornucopiae, fa riferimento al frutto a forma di clava. La specie è tipicamente mediterranea.    Presente in Italia e molto diffusa in Sicilia e nel nostro territorio sopratutto infestante dei noccioleti. È una piantina annuale, erbacea, alta circa trenta centimetri, lavora. Il fusto rossastra e quadrangolare, in alto, porta foglie opposte, ovate, picciolate alla base, infiorescenze terminali cimose e dense, i fiori colori rosso porpora, già in fioritura da fine febbraio persistenti fino a maggio.
            Uso in cucina: La pianta è nota per l’uso alimentare delle foglie e per le proprietà diuretiche. In cucina si utilizzano in insalate, da sole o insieme ad altre erbe primaverili, a piacere si può condire con gocce di limone e olio di oliva.
            Le foglie sono ricche di vitamine e di sali minerali. Si può anche utilizzare cotta, in minestre di erbe, per poi friggere in padella.




IL RICICLO * Andrea Carpenzano *

IL RICICLO
* Andrea Carpenzano *
            Il mondo in cui viviamo è molto inquinato. Il riciclo dei materiali è una risposta intelligente per lo smaltimento dei rifiuti, come Plastica, Alluminio, vetro, Legno, ecc. Quindi ho pensato; se questi oggetti spazzatura venissero presi prima di gettarli, e ripulirli cambiando l’utilizzo originale creando ad esempio un opera d’arte unica nel suo genere, cosi da trarne molteplici benefici, tra cui rispettare l’ambiente dall’inquinamento o l’aspetto economico, insomma un oggetto invece di gettarlo via pensiamo a cosa può diventare.
            Ecco io artigiano mi sono chiesto per abbattere molte spese economiche visto e considerata la crisi, prendendo materiale a costo zero posso creare o sperimentare nuove tecniche, nuove forme costruttive che pensandoci apre una nuova occupazione del settore artigianale e altri settori come ingegneria ecc.
            Anche una nuova visione della salvaguardia dell’ambiente. Io per esempio con una semplice tavola di legno ormai vecchia e un po’ di cartaccia ho creato un bellissimo carillon con figurini raffigurante la via crucis come illustrato in foto. 
(Tutte le nuove strade che si aprono con il riciclo sono tutte a costo zero. Considerando il patrimonio speso per la spazzatura, come le cronache hanno raccontato il grave problema dello smaltimento abusivo in Italia, il caso più conosciuto ‘la terra dei fuochi’).

            Se tutti noi riflettiamo prima di buttare qualcosa e la ricicliamo miglioreremo il nostro pianeta e la nostra vita. 



Personaggi Illustri di Ucria…. Salvatore Lo Presti

Personaggi Illustri di Ucria….
Salvatore Lo Presti

Cari lettori e in modo particolare cari ucriesi e amanti delle scritture in versi, colui che vi andrò qui a presentare è un nostro concittadino veramente straordinario (ovviamente secondo la mia personalissima opinione). Il suo nome è Paolo Miraglia Gullotti, è spero che la sua storia vi piaccia e vi appassioni.
Paolo Miraglia Gullotti, è nato ad Ucria (Sicilia, allora appartenente al Regno delle Due Sicilie) il 22 Marzo del 1857 da una famiglia di fede cattolico-romana, all’età di 19 anni svolge il ruolo di insegnante nel Seminario di Patti. Fu ordinato prete nello stesso all’età di 22 anni. Ha studiato presso l’Università di Palermo, essendo nella stessa, discepolo di Simone Corleo. Negli anni di studio all’Università di Palermo fu assunto come segretario da Isidoro Carini, ma bisognoso di una vita più attiva, si dedicò da subito alla predicazione, riscuotendo anche molto successo.
Tra la fine del 1894 e l’inizio del 1895 venne chiamato proprio da I. Carini nella Biblioteca Vaticana, per aiutarlo con la creazione di un nuovo periodico “La Rivista delle Scienze Ecclesiastiche”.
Nel 1895 fu invitato per tutto il mese Mariano (mese di Maggio), a predicare nella chiesa di S. Savino a Piacenza. In questa occasione si manifestarono i primi segnali del suo spirito ribelle, poiché nelle sue prediche dimostro ampia simpatia per Gerolamo Savonarola da una parte, dall’altra per la nuova Italia.
Per queste sue opinioni espresse durante le sue prediche, gli fu impedito, nel mese di Giugno di passare a predicare nella chiesa di S. Francesco.
Da ciò, si formarono a Piacenza due partiti: uno che lo sosteneva, l’altro che lo combatteva, specialmente con articoli scritti sul giornale del luogo “L’Amico del Popolo”. Don Miraglia, incoraggiato dai suoi sostenitori, sporse denuncia contro gli autori degli articoli scritti su questo giornale che andavano contro la sua persona; allora il Vescovo Scalambrini gl’intimò di ritirare la querela e di ricorrere, caso mai, al tribunale ecclesiastico. Egli si rifiutò.
Il 15 Aprile 1896 fu scomunicato per gli scandali e la sua predicazione audace.
Il 31 Agosto 1897 ha partecipato al IV Congresso Internazionale dei Vecchi Cattolici
La sera del 21 Ottobre di quello stesso anno, 753 parrocchiani dell’Oratorio di S. Paolo, adunati in solenne adunanza, deliberarono la proclamazione del proprio Oratorio a «Chiesa Autonoma Italo-Internazionale» e l’adesione formale ai deliberati del Congresso vecchio-cattolico di Vienna; dopo di che elessero in proprio vescovo don Miraglia. Miraglia Fondò anche un giornale intitolato “Gerolamo Savonarola”, nel quale sosteneva la santità del frate ferrarese, e che ha usato come sua voce. Lo scisma era, così, consumato; ed allora il clero piacentino adoperò tutti i mezzi che aveva a propria disposizione per far chiudere l’Oratorio, e ci riuscì ottenendo non soltanto la desiderata chiusura dal prefetto Ferrari, ma anche l’approvazione della chiusura stessa dalla IV sezione del Consiglio di Stato (20 Novembre 1897), alla quale il Miraglia aveva presentato ricorso contro il decreto prefettizio. Senonchè – né sappiamo come la consa andasse – l’Oratorio o non fu chiuso o fu chiuso per assai poco tempo, perché il 25 gennaio dell’anno seguente, 1898, troviamo il Miraglia che ricelebra – forse a porte chiuse – un matrimonio; e del resto il 23 febbraio l’Oratorio fu  riaperto, anche formalmente, al pubblico. «Nel dì delle Ceneri – riferiva il battagliero sacerdote nel suo giornale Gerolamo Savonarola – abbiamo riaperto formalmente al pubblico il nostro tanto perseguitato Oratorio, il quale ritemprato nelle sostenute lotte, intende proseguire nella ben cominciata opera di rivendicazione religiosa, secondo la sua formale adesione al Congresso Internazionale di Vienna, restando imperterrito a combattere le battaglie del Signore, coll’uso della stessa Liturgia romana….., non cessando mai di predicare sulle orme di Gerolamo Savonarola il ritorno della decaduta Chiesa Romana allo spirito evangelico della Chiesa primitiva.» Non mancava al Miraglia, già vescovo eletto dai suoi parrocchiani, se non la consacrazione d’un vecchio-cattolico; ma questa per una ragione o per l’altra fu differita fino al 1900, nel quale anno, il 6 maggio, egli venne consacrato nell’Oratorio di S. Paolo dal vescovo vecchio cattolico J.R. Villatte, venuto proprio per quello a Piacenza.
In tutto questo periodo fu processato per diversi reati, e dopo che la corte di cassazione lo condannò a 3 anni di carcere, fuggì, prima in Svizzera, poi a Londra e infine in Francia (Corsica, da lui spesso definita Francia Italiana), dove fece parte anche li di alcune associazioni religiose,
Viene espulso anche dalla Francia, anche se non si sa precisamente la data e il perché, si sa però, che nel mese di Novembre, esso ancora era in Francia poiché, nel libro “Vera Scienza e vera religione”, da lui pubblicato a New York nel 2010, lui stesso lo scrive.
Da questo libro si può anche apprendere la data in cui doveva terminare il suo esilio forzato (parole ancora una volta da lui stesso utilizzate), ovvero il 18 Giugno 1910.
Non si sa molto (o non lo so io) dei motivi che lo spinsero a dover lasciare anche la Francia e che gli impedirono di tornare per quella data in Italia.
In America terra in cui emigrò con Villatte e Kaminski fu il fondatore della Chiesa Cattolica Americana.
Nel 1917 ha scritto “Why the American Catholic Church Cannot Accept Roman Catholic Orders”
Muore a Chicago, all’Oak Forest Hospital of Cook County il 25 Luglio del 1918 di miocardite.
Si potrebbe scrivere molto altro su di lui, sulla sua vita e sulla chiesa da lui fondata, ma molte informazioni sono ricavabili dalle pagine di Wikipedia in lingua inglese, per questo preferisco non riportarle, riporterò comunque a fine articolo tutti link, oltre ai riferimenti bibliografici.
Per concludere questo mio articolo, voglio riportare una parte del libro “Vera scienza e vera religione”, ovvero l’appendice IV:
All’avv. Don Giuseppe Calda, spifferantesi Paladino dei processi antimiragliani.

Eccomi a voi, mio caro – e dolce Don Pippino,
Ecco per voi quest’altro – mio breve bigliettino:
E non vi faccia specie – se scritto in poesia:
Lo fo tanto per mettervi – un pò più in allegria.
Voi siete gentilissimo – e a tanta gentilezza
Non mancherete aggiungere – un pò di garbatezza
In dar qualche riscontro – (secondo il galateo,
Comune a prete e a laico – usciere e legulèo)
Alle mie tante lettere – senz’essere ritroso,
Se no, vi tasseranno – di poco coraggioso;
Molto più che oramai – nella pretica Voce
Spifferaste ier l’altro – con calamo veloce,
(Perciò senza riflettere!..) – come qualmente vo.
Cattolico, apostolico – romano, d’ora in poi,
Cuciniere in uno – Il cuore e le cervella,
Polmoni, milza e fegato – Entragnis e budella.
Naso, lingua, ventricolo – ed ambo piedi e mani
Ad uso del processi – detti antimiragliani.
Coraggio, Don Pippino! – coraggio, affè! Siccome
Ormai slanciaste al pubblico – il vostro proprio nome.
Dopo tanto nascondervi – con inqualificabile,
Paura dietro a un “Piccolo” – Gerente irresponsabile.
Cosaggio, si coraggio, - mio caro, e non temete,
Vi corre tutto l’obbligo – coraggio e rispondete.
Intanto Iddio vi scansi – dall’ultima caduta
Perché a nessun perdona – la MIRAGLITE ACUTA!
Addio, mio bello, addio
Ognor io penso a te,
Rispondimi…. rispondimi…..,
Non ti scordar di me!
PAOLO.

NB. V. Gerolamo Savonarola, N. 25, 30 Luglio 1899. Anche questa  poesia fu querelata dal Calda insieme alla precedente (Riportata all’Appendice III dello stesso libro, più lunga per questo non riportata da me, e molto più bella a mio parere). Appena allontanatomi dall’Italia, il Vescovo e il pretume piacentino conferirono, clandestinamente in Episcopio, al Calda una medaglia d’oro. Di tal medaglia mento clandestino ne parlò solo la defunta Voce Cattolica, i giornali laici, anche quelli favorevoli al medagliato, si vergognarono di parlarne, e, tacendo profondamente, ne confermarono la clandestinità. – Mà!.... a che la medaglia, quando la vittoria non è ancora ottenuta? La prova di fuoco dei miei dieci anni di durissimo esilio, nei quali tuttavia ho continuato assiduo, anzi con più coscienza e più energia, la mia propaganda in mezzo agli emigrati Italiani (e quindi sempre in Italia!), - il mio prossimo ritorno alla niente ancora distrutta Opera di Piacenza, - e  il mio successivo  crescit, eundo, sino alla morte, ecc. ecc., - tutto ciò farà riconoscere al medagliato immaturo che la toga è sempre rispettabile in qualunque causa, anche a difesa dei più grandi delinquenti, senza però eccedere ciecamente e partigianamente a quell’ultra citrraque, dove equità consistee virtus.
A rivederci! L’Etna fumiga…. segno che non è spenta ancora!....


Bibliografia:
“DAI FILOSOFISTI AI MODERNISTI, REMO SANDRON EDITORE – LIBRAIO DELLA REAL CASA – MILANO-PALERMO-NAPOLI, MARZO 1913”

“ANACLETA GREGORIANA, VESCOVI, CLERO E CURA PASTORALE, STUDI SULLA DIOCESI DI PARMA ALLA FINE DELL’OTTOCENTO, ANGELO MANFREDI, PREMIO BELLARMINO 1999, EDITRICE PONTIFICIA UNIVERSITà GREGORIANA ROMA 1999”

“VERA SCIENZA E VERA RELIGIONE, POEMA DIDASCALICO DI TEOLOGIA POPOLARE PER PAOLO VESCOVO MIRAGLIA-GULLOTTI, FONDATORE DELLA CHIESA CATTOLICO-INDIPENDENTE D’ITALIA E FRA GLI ITALIANI ALL’ESTERO, NICOLETTI BROS., PRESS, 242 LA FAYETTE STREET, NEW YORK CITY, 1910”

Sitografia:













Ucria e i suoi panorami - Foto di Davide Astone






A TE * Marisa Ceraolo *

A Ranieri
A TE 
* Marisa Ceraolo *

            Qui non era un posto per te; nessun giardino, lago, fiume e montagne possono uguagliare la bellezza del paradiso, il posto dove tu vivi per noi.
            L’amore dura per sempre anche al di là del cielo; dell’amore che ci hai lasciato viviamo in pienezza l’unione con Dio che troppo presto ti ha voluto con lui.
            ….. senza parole, basterebbero solo queste due; ma di stelle un milione in più ogni giorno che passa per te che emani luce a chi ti stava vicino.

            Non dovrebbe più nascere il sole per non sentire la tua presenza; illumini e riscaldi la nostra vita con la luce della fede.


Gli Articoli di questo numero - Marzo 2016



Copertina - e alcuni lettori